DISINFETTANTI E PRODOTTI PER SANIFICAZIONE

L'importanza della scelta

Prima di scegliere un prodotto per la disinfezione o sanificazione prenditi qualche minuto per leggere i nostri consigli.

ECCO I NOSTRI 4 STEP  PER UNA SCELTA CONSAPEVOLE

STEP 1: Individuare l’obiettivo da raggiungere necessario con l’attività di sanificazione.

Qual è il nostro obiettivo?

Facciamo un po’ di chiarezza su alcuni concetti che non devono essere trascurati in modo da individuare la fisionomia del nostro obiettivo.

Si deve valutare:

  1. Il tipo di lavoro/ procedura da affrontare per valutare il rischio di produrre con l’attività sporco e/o contaminazione ed in quali quantità.
  2. L’ impatto in termini di sporco e/o contaminazione su ambienti, strumenti e superfici coinvolti nell’attività per poter decidere la corretta procedura da attuare. Inoltre tale valutazione è necessaria per predisporre in anticipo gli opportuni dispositivi di protezione per il personale, gli ambienti e la strumentazione, come previsto dalle normative in ambito di sicurezza sul lavoro.
  3. La scelta e l’utilizzo di prodotti certificati che garantiscano il raggiungimento di un determinato obiettivo o livello di igiene.

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STEP 2: Individuare l’oggetto o l’ambiente che devi sanificare e quali sono le sue reali condizioni di sporco o contaminazione.

Prima di iniziare un trattamento su un oggetto o su una superficie è necessario valutarne alcune caratteristiche:

  1. Prefissarsi un obiettivo si sanificazione (detersione, disinfezione o sterilizzazione) in base alla destinazione d’uso dell’ambiente o del dispositivo. Uno strumento chirurgico prima del riutilizzo, per essere sanificato, necessita di sterilizzazione (preceduta da altre fasi); la sala d’attesa di un’odontoiatra vedrà applicate procedure che al massimo portano alla disinfezione e per finire sui banchi di una scuola si dovrà arrivare alla pulizia tramite la detersione.
  2. Con quali materiali l’oggetto è composto ed individuare la componente più deteriorabile durante l’azione meccanica e chimica del disinfettante.
  3. Valutare se l’oggetto abbia una forma regolare che faciliti l’azione meccanica di pulizia e il contatto con il disinfettante in ogni parte della sua superficie, oppure abbia delle zigrinature, snodi o delle cavità difficilmente accessibili che rendono difficoltosa o impossibile l’azione meccanica.
  4. Valutare se lo sporco è composto da sostanza chimica, biologica o entrambe.

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STEP 3: Scegliere il miglior trattamento a cui sottoporre l’oggetto della tua sanificazione

Spesso in ambito professionale le procedure di sanificazione sono regolamentate e standardizzate per agevolare gli operatori e agire nel rispetto delle buone pratiche e delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Nella moltitudine di situazioni da affrontare si possono incontrare però dei casi in cui una consapevolezza in merito può diventare risolutiva. Una volta che abbiamo le 4 risposte all’analisi dello STEP 2 è importante individuare la migliore pratica da mettere in atto per raggiungere l’obiettivo finale o intermedio.

Abbiamo visto come la sola sterilizzazione si avvalga del calore, gli altri tipi di sanificazione necessitano di un prodotto chimico o biologico per funzionare e quindi di una componente meccanica che molto spesso è antropica (impiego di operatori).

In tutti i settori la sanificazione meccanizzata è una piccolissima fetta di tutto il processo di sanificazione; il resto viene eseguito da operatori che dispongono di strumenti di pulizia e prodotti biochimici. Per questo motivo in commercio esistono prodotti che soddisfano le diversificate esigenze dei consumatori: prodotti che uniscono effetti detergenti a effetti decontaminanti, solventi, biocidi e biostatici, sterilizzanti e via dicendo. Quest’ampia offerta permette di ottenere dei risultati che hanno modificato nel tempo molte procedure. Se in passato la più ristretta gamma di sostanze obbligava a delle pratiche più rischiose per l’operatore, dagli esiti più improbabili e dannosi per l’oggetto trattato, oggi la scienza e la ricerca risolvono questi problemi. Facciamo un esempio: un chirurgo del passato che non aveva a disposizione un prodotto come l’acido peracetico che ha capacità fortemente detergenti, decontaminanti e sterilizzanti doveva imprimere un’azione manuale rilevante su uno strumento per rimuovere i residui perché i prodotti del suo tempo non avevano una funzione detergente e disgregante.

I risultati? 

  1. Maggior rischio di infezione scaturito dall’attività manuale– meccanica esercitata.
  2. Veloce deterioramento dello strumento dato dall’attività di strofinamento, soprattutto in caso di strumenti taglienti o con snodo incernierato.
  3. Tempo lavorativo impiegabile in altre attività.
  4. Necessità di più prodotti per la sanificazione.

Quest’analisi è importante per capire che se in passato si doveva adeguare il tipo di azione al prodotto disponibile, oggi è il contrario. La vasta offerta di prodotti permette di limitare in molti casi il contatto manuale o magari il risciacquo; i vecchi prodotti prima di essere smaltiti dopo l’uso necessitavano di un disattivatore, oggi la quasi totalità dei prodotti è biodegradabile. 

Questi cambiamenti permettono all’utilizzatore di scegliere il prodotto e la procedura migliore da applicare su un particolare oggetto: il contatto manuale in fase di decontaminazione si può ridurre al controllo finale o alla rimozione occasionale di quei residui, che magari per presenza di altro materiale fissante (si pensi ai cementi usati in odontoiatria), per quantità o per conformazione dell’oggetto (parti cave, cerniere, superfici aderenti) siano ancora presenti. Molti prodotti specifici per alcuni settori chirurgici sono formulati per ridurre al minimo l’impatto sui metalli e sulle leghe in modo da offrire una longevità maggiore soprattutto agli strumenti taglienti. Anche i tempi d’azione dei prodotti sono diminuiti dando la possibilità, a chi deve sottoporre l’attività ad una sanificazione ciclica, di organizzare le procedure con tempi differenti ed ottimizzati. È quindi consigliabile organizzare i tipi di trattamento privilegiando la minima manipolazione a guisa della sicurezza degli operatori, adeguando la scelta del tipo di trattamento al rispetto dei protocolli operativi che derivano da un rigore che è solo a beneficio dell’attività.

STEP 4: Scelta del prodotto giusto

Data la moltitudine dei prodotti offerti dal mercato e data la complessità del livello di sanificazione da mantenere in alcuni settori, nonché dai molteplici ed eterogenei oggetti da trattare, spesso la scelta del prodotto giusto non è semplice, non è immediata e l’utilizzo di un prodotto non deve essere per forza eterno. Vogliamo fornirti solo qualche elemento da tenere a mente quando devi scegliere il tuo prodotto o la tua gamma prodotti.

  1. Acquista solo prodotti che siano certificati secondo le imposizioni delle norme vigenti.
  2. Prediligi un prodotto che sia compatibile con la maggior parte degli oggetti che devi trattare per evitare l’acquisto di troppi prodotti.
  3. Prediligi prodotti che siano utilizzabili per differenti scopi: ad esempio detersione e disinfezione. Anche se abbiamo visto che si tratta di due operazioni distinte dover utilizzare un solo prodotto permette facilità di gestione, spazio e denaro risparmiati per il secondo prodotto.
  4. Prediligi prodotti che possano soddisfare differenti tipi di trattamento. Sarà comodo un prodotto per la sanificazione tramite immersione che si possa magari anche vaporizzare o emulsionare.
  5. Se hai dubbi o vuoi provare un prodotto per la prima volta avvaliti della consulenza specializzata del produttore o venditore ed acquistane comunque la minima quantità.
  6. I prodotti concentrati costituiscono una fonte di risparmio in termini spazio di stoccaggio e denaro, ma necessitano di tempi di preparazione e gestione superiori ai prodotti pronti all’uso. Valuta la scelta migliore per la tua attività.

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INFORMAZIONI IMPORTANTI DA SAPERE

quando si acquista un prodotto per la sanificazione-detersione-disinfezione

I pittogrammi a seguire, che troverai in ogni prodotto,  indicano la superficie o l’oggetto da sanificare e il grado di contaminazione più indicati per il prodotto che stai scegliendo. Seguendo lo schema sarà più facile riconoscere immediatamente per quale utilizzo il prodotto in catalogo è indicato.

CONCENTRAZIONE/FORMULAZIONE PRODOTTO

Spesso per rafforzare l’effetto di un prodotto, nella formulazione si inseriscono molecole con capacità disinfettanti o addirittura il prodotto viene immesso in commercio come disinfettante, microbicida o Presidio Medico. È importante ricordare che tali effetti biocidi sono da intendere in base alla destinazione d’uso principale del prodotto.

È vero che su pavimenti e superfici di una casa, una scuola, una mensa possiamo trovare delle zone contaminate dai vari depositi biologici frutto dell’attività antropica quali aerosol depositato che deriva dalla respirazione o dal parlare, residui di epidermide e grassi contenuti nel film idrolipidico dell’epidermide accumulati con il contatto e la manipolazione di oggetti e superfici.

Dato però il basso rischio di contaminazione in termini di carica trasmissibile e di livello di pericolosità dei patogeni in questione, la richiesta di un’azione disinfettante, in un ambiente così a basso rischio, e la reale (bassa) concentrazione dell’agente biocida nel prodotto portano a far coincidere la sanificazione già con la sola pulizia (azione chimica + azione manuale + tempo) senza dover ricorrere alla disinfezione.

Cosa diversa dall’esempio dello studio odontoiatrico, dove la contaminazione e la quantità dei fluidi biologici, l’utilizzo di strumenti a contatto diretto con il sangue e il ristretto spazio di lavoro del medico vanno a costituire una specifica situazione caratterizzata da alto rischio di infezione e allora non cambieranno solo le procedure ma anche i prodotti da utilizzare. Non sarà più sufficiente un prodotto, un microbicida o un Presidio Medico nato per eliminare i patogeni (in specie e numero) dal pavimento di una casa, una scuola o una comunità; bensì sarà necessario un prodotto con una composizione in grado di agire in poco tempo, nonostante l’interferenza di materiale organico o di materiali di lavorazione che spesso fungono da inattivatori del biocida. Quest’ultima tipologia di prodotti sono i disinfettanti professionali, le cui capacità biocide (battericida, virucida, fungicida, ecc.) sono verificate e testate secondo norme che simulano le reali condizioni di utilizzo e dunque vanno a soddisfare specifici campi d’impiego. Per questo è fondamentale scegliere il prodotto giusto.

Spesso si sente dire “io disinfetto con la candeggina” e molti credono che la candeggina sia un disinfettante adatto per tutto. In ambito domestico questo prodotto può pulire e la sua molecola base, l’ipoclorito di sodio (NaClO), di certo ha capacità biocida / disinfettanti.
Pochi però sanno che questa molecola (questo è il motivo per cui la candeggina non è venduta come disinfettante) si inattiva velocemente al contatto col materiale organico; a maggior ragione nelle percentuali in cui si trova nella candeggina o candeggina domestica (diluizione che non potrebbe essere maggiore a causa della capacità ossidante del cloro e quindi non idonea a molti materiali) si ha un potere biocida molto limitato. Ad esempio, per i disinfettanti specifici ad elevato potere da utilizzare in presenza di materiale organico si usano molecole derivate dal cloro e strutturate per resistere ed agire anche in presenza di materiale organico.

Il cloro sottoforma di clorato dell’acido cianurico utilizzato in diverse concentrazioni, per il mantenimento dell’acqua nelle piscine o per la disinfezione del circuito idrico delle poltrone odontoiatriche, è una molecola efficace anche in presenza di materiale organico.

Se volessimo usare l’ipoclorito di sodio al posto di questa molecola per ottenere la stessa quantità di cloro disponibile, dovremmo usare una soluzione più concentrata del 166% ma otterremmo un prodotto altamente corrosivo. Si deve porre attenzione all’utilizzo consapevole di alcuni termini così come all’acquisto di quei prodotti venduti come “SANIFICANTI”. Un sanificante può essere qualcosa in più di un detergente ma man mano che si affrontano operazioni in cui il rischio di contatto o contaminazione diviene maggiore si devono utilizzare prodotti specifici (quasi sempre Dispositivi Medici, Biocidi e Presidi Medico Chirurgici) le cui attività biocide o biostatiche devono essere indicate dal produttore in termini di tempi di azione, modalità di utilizzo e spettro d’azione.

UTILIZZO DEL PRODOTTO

Non usare il prodotto per scopi differenti da quelli per cui il prodotto è immesso in commercio

Così come è necessario il rispetto dei dosaggi, delle diluizioni e dei tempi di contatto è importante utilizzare il prodotto solo per gli scopi per cui è stato immesso in commercio. Molti pensano che aumentando la quantità, la concentrazione del prodotto e il tempo di trattamento l’obiettivo si raggiunga prima o meglio. Nulla di più sbagliato.

I prodotti vengono testati prima dell’immissione in commercio e tali test riproducono le più severe condizioni di utilizzo che si possano verificare, soprattutto nel caso di Dispositivi Medici e Presidi Medico Chirurgici.
Se un prodotto deve essere diluito ad esempio al 2% ed il tempo di trattamento deve essere al massimo di 30 minuti, come indicato in etichetta o sulla scheda tecnica, non si deve pensare che diluendolo al 4% funzioni necessariamente meglio o nella metà del tempo, a meno che non siano indicati utilizzi con diluizioni differenti.

Questa disattenzione delle indicazioni del produttore, insieme all’abuso di utilizzo di alcuni prodotti, non solo costituisce uno spreco che non perfeziona i nostri obiettivi di igiene, ma è la principale causa di deterioramento di tutti quegli oggetti che vengono a contatto con i prodotti chimici. Questo non è un aspetto da sottovalutare. Probabilmente non gli si dà importanza perché non è visibile ai nostri occhi che non hanno la capacità di percepire il deterioramento di un materiale a contatto con sostanze chimiche seppur apparentemente innocue.

È vero che tale deterioramento è inevitabile perché si ha la necessità di sanificare l’oggetto, ma aumentarne gli effetti con prodotti inutilmente aggressivi è inutile. Un esempio paradigmatico ci arriva dal settore medicale dove l’aggressività dei formulanti chimici di un disinfettante, logicamente proporzionata all’efficacia che questo debba manifestare, si trasforma in un killer di plastiche, leghe e metalli. Lo sanno bene anche molti odontoiatri ai quali consigliamo di predisporre un numero maggiore di contenitori per la decontaminazione ad immersione per differenziare secondo tipologie di materiali, gli strumenti di differenti leghe o metalli all’interno di ogni contenitore in modo da innescare basse differenze di potenziale elettrico tra i metalli dei vari materiali immersi in una soluzione che trasporta correnti galvaniche con conseguenti fenomeni elettrolitici.

I maggiori casi di ossidazione, di scalfitura superficiale e di frattura si manifestano quando nella soluzione si inseriscono oggetti in acciaio ed altri in tungsteno che è un conduttore per eccellenza.

INDICAZIONI IN CATALOGO

I pittogrammi a seguire, che troverai in ogni prodotto,  indicano la superficie o l’oggetto da sanificare e il grado di contaminazione più indicati per il prodotto che stai scegliendo. Seguendo lo schema sarà più facile riconoscere immediatamente per quale utilizzo il prodotto in catalogo è indicato.

OGGETTO DA SANIFICARE

I pittogrammi a seguire indicano la superficie o l’oggetto da sanificare e il grado di contaminazione.

PRESENZA DI MATERIALE ORGANICO

ASSENZA DI MATERIALE ORGANICO

TIPO DI TRATTAMENTO

I pittogrammi a seguire indicano la tipologia di trattamento più adatta al prodotto indicato in catalogo. Il colore verde indica che il prodotto è altamente consigliato, il colore giallo indica che è preferibile un trattamento alternativo. I tipi di trattamento non previsti non saranno indicati.

immersione di strumenti e dispositivi nella soluzione disinfettante

trattamento per vaporizzazione diretta su un oggetto

trattamento per vaporizzazione (diretto e indiretto, ovvero nebulizzato direttamente sull’oggetto o nebulizzato su un supporto di pulizia) con successivo strofinamento della superficie tramite il supporto di pulizia

utilizzo del prodotto con spugne, spazzole scopettoni, ecc. Applicazione indicata per grandi superfici, trattamento cutaneo e di alcuni dispositivi

consiste nel far aspirare una soluzione igienizzante, disinfettante agli impianti dotati di circuito con flushing

ALCUNI ESEMPI

L’articolo Gamma Plus è presente in quattro categorie perché è idoneo alla decontaminazione e disinfezione per immersione dello strumentario molto contaminato (e dunque anche per quello poco contaminato), allo stesso modo per il trattamento di ambienti e superfici molto e poco contaminate.

Allo stesso modo, le salviette disinfettanti Bactisan Wipe 2000, che ragionevolmente e per tradizione di utilizzo, vengono inserite nella categoria dei disinfettanti per ambienti e superfici, sono anche idonee e certificate per la pulizia e la disinfezione di strumenti.

Analogamente un prodotto come ACT 340 PLUS 2000 indicato principalmente per la pulizia dei circuiti d’acqua e degli impianti d’aspirazione può essere utilizzato anche per il trattamento dello strumentario.

NOTA

È opportuno comunque ricordare che tale divisione in categorie costituisce un aiuto iniziale ma non è da intendersi di valore assoluto o immodificabile. Secondo le normative ed i test a cui vengono sottoposti i prodotti prima della loro immissione in commercio, nonché alle destinazioni di utilizzo per le quali vengono progettati, molti prodotti riescono a soddisfare impieghi in diverse categorie di utilizzo.

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