Spesso per rafforzare l’effetto di un prodotto, nella formulazione si inseriscono molecole con capacità disinfettanti o addirittura il prodotto viene immesso in commercio come disinfettante, microbicida o Presidio Medico. È importante ricordare che tali effetti biocidi sono da intendere in base alla destinazione d’uso principale del prodotto.
È vero che su pavimenti e superfici di una casa, una scuola, una mensa possiamo trovare delle zone contaminate dai vari depositi biologici frutto dell’attività antropica quali aerosol depositato che deriva dalla respirazione o dal parlare, residui di epidermide e grassi contenuti nel film idrolipidico dell’epidermide accumulati con il contatto e la manipolazione di oggetti e superfici.
Dato però il basso rischio di contaminazione in termini di carica trasmissibile e di livello di pericolosità dei patogeni in questione, la richiesta di un’azione disinfettante, in un ambiente così a basso rischio, e la reale (bassa) concentrazione dell’agente biocida nel prodotto portano a far coincidere la sanificazione già con la sola pulizia (azione chimica + azione manuale + tempo) senza dover ricorrere alla disinfezione.
Cosa diversa dall’esempio dello studio odontoiatrico, dove la contaminazione e la quantità dei fluidi biologici, l’utilizzo di strumenti a contatto diretto con il sangue e il ristretto spazio di lavoro del medico vanno a costituire una specifica situazione caratterizzata da alto rischio di infezione e allora non cambieranno solo le procedure ma anche i prodotti da utilizzare. Non sarà più sufficiente un prodotto, un microbicida o un Presidio Medico nato per eliminare i patogeni (in specie e numero) dal pavimento di una casa, una scuola o una comunità; bensì sarà necessario un prodotto con una composizione in grado di agire in poco tempo, nonostante l’interferenza di materiale organico o di materiali di lavorazione che spesso fungono da inattivatori del biocida. Quest’ultima tipologia di prodotti sono i disinfettanti professionali, le cui capacità biocide (battericida, virucida, fungicida, ecc.) sono verificate e testate secondo norme che simulano le reali condizioni di utilizzo e dunque vanno a soddisfare specifici campi d’impiego. Per questo è fondamentale scegliere il prodotto giusto.
Spesso si sente dire “io disinfetto con la candeggina” e molti credono che la candeggina sia un disinfettante adatto per tutto. In ambito domestico questo prodotto può pulire e la sua molecola base, l’ipoclorito di sodio (NaClO), di certo ha capacità biocida / disinfettanti.
Pochi però sanno che questa molecola (questo è il motivo per cui la candeggina non è venduta come disinfettante) si inattiva velocemente al contatto col materiale organico; a maggior ragione nelle percentuali in cui si trova nella candeggina o candeggina domestica (diluizione che non potrebbe essere maggiore a causa della capacità ossidante del cloro e quindi non idonea a molti materiali) si ha un potere biocida molto limitato. Ad esempio, per i disinfettanti specifici ad elevato potere da utilizzare in presenza di materiale organico si usano molecole derivate dal cloro e strutturate per resistere ed agire anche in presenza di materiale organico.
Il cloro sottoforma di clorato dell’acido cianurico utilizzato in diverse concentrazioni, per il mantenimento dell’acqua nelle piscine o per la disinfezione del circuito idrico delle poltrone odontoiatriche, è una molecola efficace anche in presenza di materiale organico.
Se volessimo usare l’ipoclorito di sodio al posto di questa molecola per ottenere la stessa quantità di cloro disponibile, dovremmo usare una soluzione più concentrata del 166% ma otterremmo un prodotto altamente corrosivo. Si deve porre attenzione all’utilizzo consapevole di alcuni termini così come all’acquisto di quei prodotti venduti come “SANIFICANTI”. Un sanificante può essere qualcosa in più di un detergente ma man mano che si affrontano operazioni in cui il rischio di contatto o contaminazione diviene maggiore si devono utilizzare prodotti specifici (quasi sempre Dispositivi Medici, Biocidi e Presidi Medico Chirurgici) le cui attività biocide o biostatiche devono essere indicate dal produttore in termini di tempi di azione, modalità di utilizzo e spettro d’azione.